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	<title>SAT Expo Blog &#187; Ricerca</title>
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	<description>News from the satellite world</description>
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		<item>
		<title>L’Occhio di WISE, il satellite a infrarosso della NASA, inizia la sua missione di esplorazione dell’Universo.</title>
		<link>http://blog.satexpo.it/l%e2%80%99occhio-di-wise-il-satellite-a-infrarosso-della-nasa-inizia-la-sua-missione-di-esplorazione-dell%e2%80%99universo/</link>
		<comments>http://blog.satexpo.it/l%e2%80%99occhio-di-wise-il-satellite-a-infrarosso-della-nasa-inizia-la-sua-missione-di-esplorazione-dell%e2%80%99universo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 19:58:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nicolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esplorazione dello spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Headline]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.satexpo.it/?p=290</guid>
		<description><![CDATA[
VANDENBERG AIR FORCE BASE, Calif. – Il satellite Wide-field
Infrared Survey Explorer, (WISE) della NASA, è stato lanciato oggi
da un razzo Delta II dalla base aeronautica Vandenberg in
California e portato in orbita polare a circa 500 Km sopra al
suolo terrestre, per la sua missione di mappaggio nell’infrarosso
dell’Universo osservabile.
Gli ingegneri hanno acquisito un segnale dal veicolo spaziale
mediante il sistema NASA Tracking and Data Relay Satellite System
appena 10 secondi dopo la separazione dal missile di lancio.
Circa tre minuti più tardi WISE si è riorientato per dirigere
I pannelli solari verso il sole per permettere al sistema di
generazione di produrre energia.
Dopo ulteriori 17 minuti si sono aperte le valvole del sistema
di raffreddamento, una camera ad idrogeno solido a bassissima
temperatura che mantiene freddi gli strumenti a bordo di WISE.
Dovendo osservare nelle frequenze dell’infrarosso, e quindi
tipiche dell’energia trasmessa attraverso il calore, gli strumenti
vanno tenuti a temperature più basse di quelle che osservano.
WISE vedrà in pratica tutti I ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-291" title="wise" src="http://blog.satexpo.it/wp-content/uploads/2009/12/wise-150x150.jpg" alt="wise" width="150" height="150" /></pre>
<pre>VANDENBERG AIR FORCE BASE, Calif. – Il satellite Wide-field</pre>
<pre>Infrared Survey Explorer, (WISE) della NASA, è stato lanciato oggi</pre>
<pre>da un razzo Delta II dalla base aeronautica Vandenberg in</pre>
<pre>California e portato in orbita polare a circa 500 Km sopra al</pre>
<pre>suolo terrestre, per la sua missione di mappaggio nell’infrarosso</pre>
<pre>dell’Universo osservabile.<span id="more-290"></span></pre>
<pre>Gli ingegneri hanno acquisito un segnale dal veicolo spaziale</pre>
<pre>mediante il sistema NASA Tracking and Data Relay Satellite System</pre>
<pre>appena 10 secondi dopo la separazione dal missile di lancio.</pre>
<pre>Circa tre minuti più tardi WISE si è riorientato per dirigere</pre>
<pre>I pannelli solari verso il sole per permettere al sistema di</pre>
<pre>generazione di produrre energia.</pre>
<pre>Dopo ulteriori 17 minuti si sono aperte le valvole del sistema</pre>
<pre>di raffreddamento, una camera ad idrogeno solido a bassissima</pre>
<pre>temperatura che mantiene freddi gli strumenti a bordo di WISE.</pre>
<pre>Dovendo osservare nelle frequenze dell’infrarosso, e quindi</pre>
<pre>tipiche dell’energia trasmessa attraverso il calore, gli strumenti</pre>
<pre>vanno tenuti a temperature più basse di quelle che osservano.</pre>
<pre>WISE vedrà in pratica tutti I “colori” nell’infrarosso dell’intero</pre>
<pre>cielo osservabile, con una sensitività e risoluzione molto migliori</pre>
<pre> di quelli dell’ultima osservazione nell’infrarosso avvenuta 26</pre>
<pre>anni fa.</pre>
<pre>In pratica quasi tutti gli oggetti nell’Universo emettono</pre>
<pre>nell’infrarosso che significa che la missione catalogherà una</pre>
<pre>varietà di target astronomici tra i quali gli asteroidi</pre>
<pre>“Near-Earth”, le stelle, i pianeti e le galassie anche</pre>
<pre>più distanti.</pre>
<pre>Centinaia di milioni di oggetti popoleranno l’Atlante WISE,</pre>
<pre>che fornirà agli astronomi e ad altre missioni spaziali mappe</pre>
<pre>nell’infrarosso che dureranno per parecchio tempo.</pre>
<pre>Informazioni su WISE si trovano su:</pre>
<pre><a href="http://www.nasa.gov/wise">http://www.nasa.gov/wise</a></pre>
<pre>Fonte: NASA</pre>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.satexpo.it/l%e2%80%99occhio-di-wise-il-satellite-a-infrarosso-della-nasa-inizia-la-sua-missione-di-esplorazione-dell%e2%80%99universo/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>L’equipaggio dello Space Shuttle ritorna a casa dopo una missione di 11 giorni.</title>
		<link>http://blog.satexpo.it/l%e2%80%99equipaggio-dello-space-shuttle-ritorna-a-casa-dopo-una-missione-di-11-giorni/</link>
		<comments>http://blog.satexpo.it/l%e2%80%99equipaggio-dello-space-shuttle-ritorna-a-casa-dopo-una-missione-di-11-giorni/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 22:12:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nicolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenzie spaziali]]></category>
		<category><![CDATA[Headline]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.satexpo.it/?p=264</guid>
		<description><![CDATA[
CAPE CANAVERAL, Florida – Lo Space Shuttle Atlantis e il suo
equipaggio di sette persone hanno terminato un viaggio di
11 giorni e di circa 6.5 milioni di Kilometri con un perfetto
atterraggio venerdì 27 novembre al Kennedy Space Centre della NASA,
in Florida.
La missione, denominata STS-129, includeva tre attività
extraveicolari, e l’installazione di due piattaforme esterne
sul corpo della Stazione Spaziale.
Le piattaforme portano grandi strutture che serviranno per
sollevare l’orbita della stazione, dopo che gli Shuttle
saranno ritirati dai voli attivi.
L’equipaggio ha portato una quantità enorme di parti di
ricambio per tutti i sistemi che forniscono energia alla Stazione,
per tenerla calda e regolare la sua attitudine.
Il comandante della STS-129,  Charlie Hobaugh era accompagnato
dal pilota di missione Barry Wilmore e dagli specialisti
Leland Melvin, Randy Bresnik, Mike Foreman e Bobby Satcher.
L’Atlantis ha riportato a terra l’astronauta Nicole Stott,
che ha passato 91 giorni nello spazio.
 Fonte: NASA
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-265" title="STS129" src="http://blog.satexpo.it/wp-content/uploads/2009/11/STS129-150x150.jpg" alt="STS129" width="150" height="150" /></pre>
<pre>CAPE CANAVERAL, Florida – Lo Space Shuttle Atlantis e il suo</pre>
<pre>equipaggio di sette persone hanno terminato un viaggio di</pre>
<pre>11 giorni e di circa 6.5 milioni di Kilometri con un perfetto</pre>
<pre>atterraggio venerdì 27 novembre al Kennedy Space Centre della NASA,</pre>
<pre>in Florida.<span id="more-264"></span></pre>
<pre>La missione, denominata STS-129, includeva tre attività</pre>
<pre>extraveicolari, e l’installazione di due piattaforme esterne</pre>
<pre>sul corpo della Stazione Spaziale.</pre>
<pre>Le piattaforme portano grandi strutture che serviranno per</pre>
<pre>sollevare l’orbita della stazione, dopo che gli Shuttle</pre>
<pre>saranno ritirati dai voli attivi.</pre>
<pre>L’equipaggio ha portato una quantità enorme di parti di</pre>
<pre>ricambio per tutti i sistemi che forniscono energia alla Stazione,</pre>
<pre>per tenerla calda e regolare la sua attitudine.</pre>
<pre>Il comandante della STS-129,  Charlie Hobaugh era accompagnato</pre>
<pre>dal pilota di missione Barry Wilmore e dagli specialisti</pre>
<pre>Leland Melvin, Randy Bresnik, Mike Foreman e Bobby Satcher.</pre>
<pre>L’Atlantis ha riportato a terra l’astronauta Nicole Stott,</pre>
<pre>che ha passato 91 giorni nello spazio.</pre>
<p> Fonte: NASA</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L’impatto lunare del satellite LCROSS della NASA conferma abbondanza d’acqua nel sottosuolo lunare.</title>
		<link>http://blog.satexpo.it/l%e2%80%99impatto-lunare-del-satellite-lcross-della-nasa-conferma-abbondanza-d%e2%80%99acqua-nel-sottosuolo-lunare/</link>
		<comments>http://blog.satexpo.it/l%e2%80%99impatto-lunare-del-satellite-lcross-della-nasa-conferma-abbondanza-d%e2%80%99acqua-nel-sottosuolo-lunare/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 16:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nicolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenzie spaziali]]></category>
		<category><![CDATA[Esplorazione dello spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Headline]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.satexpo.it/?p=210</guid>
		<description><![CDATA[
MOFFETT FIELD, California – La NASA annuncia che l’analisi dei primi dati raccolti dopo l’impatto del Lunar Crater Observation and Sensing Satellite, or LCROSS, indica che la missione ha in effetti comprovato la presenza di notevoli quantità di acqua in un cratere lunare che non vede mai la luce del sole.
La scoperta apre un nuovo capitolo nella nostra conoscenza della luna. Il veicolo LCROSS e il primo stadio del suo vettore sono stati protagonisti di un doppio schianto al suolo nel cratere lunare Cabeus il 9 Ottobre scorso, in seguito al quale si sono create due pennacchi di materiali espulsi dal fondo del cratere, una  zona che si ritiene non abbia visto la luce del sole per milioni di anni. Il pennacchio ha viaggiato fino al bordo del cratere, raggiungendo la luce del sole, mentre una seconda parte di materiali è stata gettata più lateralmente dentro al cratere.
&#8220;Stiamo svelando certamente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-211" title="402248main_LCROSS_results1_226" src="http://blog.satexpo.it/wp-content/uploads/2009/11/402248main_LCROSS_results1_226-150x150.jpg" alt="402248main_LCROSS_results1_226" width="150" height="150" /></p>
<p>MOFFETT FIELD, California – La NASA annuncia che l’analisi dei primi dati raccolti dopo l’impatto del Lunar Crater Observation and Sensing Satellite, or LCROSS, indica che la missione ha in effetti comprovato la presenza di notevoli quantità di acqua in un cratere lunare che non vede mai la luce del sole.<span id="more-210"></span></p>
<p>La scoperta apre un nuovo capitolo nella nostra conoscenza della luna. Il veicolo LCROSS e il primo stadio del suo vettore sono stati protagonisti di un doppio schianto al suolo nel cratere lunare Cabeus il 9 Ottobre scorso, in seguito al quale si sono create due pennacchi di materiali espulsi dal fondo del cratere, una  zona che si ritiene non abbia visto la luce del sole per milioni di anni. Il pennacchio ha viaggiato fino al bordo del cratere, raggiungendo la luce del sole, mentre una seconda parte di materiali è stata gettata più lateralmente dentro al cratere.</p>
<p>&#8220;Stiamo svelando certamente misteri del nostro satellite e, per esteso, dell’intero sistema solare,&#8221; afferma Michael Wargo, scienziato lunare responsabile al quartier generale NASA aWashington. &#8220;La luna ospita ancora molti segreti, e LCROSS ha aggiunto nuove conoscenze a quelle che possediamo.&#8221;</p>
<p>Gli scienziati hanno a lungo speculato sulle origini delle significatice quantità di idrogeno che sono spesso state osservate in prossimità dei poli lunari. Le scoperte di LCROSS stanno gettando nuova luce sul tema della presenza di acqua sulla luna, che a questo punto potrebbe essere presente in modo più diffuso e in quantità significativamente più grandi di quello che si riteneva.</p>
<p>Se l’acqua che si è originata o depositata qui è vecchia centinaia di milioni di anni, il sottosuolo lunare in prossimità dei poli potrebbe custodire una chiave di interpretazione della storia dell’evoluzione del sistema solare, molto più utile di un carotaggio di ghiaccio preso sulla terra.</p>
<p>In più l’acqua e altri composti chimici rappresentano sicuramente potenziali risorse che potrebbero permettere lunghe esplorazioni lunari ad equipaggi umani.</p>
<p>Dal momento dell’impatto dei due corpi, il team di scienziati di LCROSS si è messo ad analizzare I dati che in gran quantità gli strumenti scientifici a bordo di LRO hanno raccolto, e la telecomunicazioni in orbita ha inviato al centro di controllo. L’attenzione maggiore si è concentrata sui dati rilevati dallo spettrometro, che forniscono le informazioni più certe e conclusive sulla presenza di acqua. Lo spettrometro è uno strumento che aiuta nella identificazione della composizione dei materiali, esaminando la luce che emettono e assorbono.</p>
<p>LCROSS è stato lanciato il 18 giugno dal centro NASA Kennedy Space Center in Florida, come missione partner del Lunar Reconnaissance Orbiter, LRO. Viaggiando a una velocità di più di 2.5 Km. al secondo il primo stadio del vettore, precedentemente staccato dal corpo del satellite, ha colpito la superficie lunare il 9 Ottobre scorso, creando un impatto osservato dagli strumenti di LCROSS approssimativamente per quattro minuti.  LCROSS stesso si è poi diretto in picchiata verso la superficie lunare, dove ha impattato qualche minuto dopo.</p>
<p>LRO ha oosservato e registrato l’impatto e continua a sorvolare il sito per fornire agli scienziati ulteriori dati che possano chiarire la meccanica dell’impatto e sui crateri formati.</p>
<p>Il team di scienziati di LCROSS sta lavorando assieme a quello di LRO e altri osservatori che hanno osservato e registrato i dati dell’impatto per analizzare e comprendere la portata dei dettagli raccolti.</p>
<p>Per informazioni su LCROSS, visitate:</p>
<p>http://www.nasa.gov/lcross</p>
<p>Fonte: NASA.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>JAXA consente al pubblico l’accesso ai dati raccolti dal lunar explorer “KAGUYA”, attraverso  World Wind.</title>
		<link>http://blog.satexpo.it/jaxa-consente-al-pubblico-l%e2%80%99accesso-ai-dati-raccolti-dal-lunar-explorer-%e2%80%9ckaguya%e2%80%9d-attraverso-world-wind/</link>
		<comments>http://blog.satexpo.it/jaxa-consente-al-pubblico-l%e2%80%99accesso-ai-dati-raccolti-dal-lunar-explorer-%e2%80%9ckaguya%e2%80%9d-attraverso-world-wind/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 20:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nicolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenzie spaziali]]></category>
		<category><![CDATA[Headline]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.satexpo.it/?p=182</guid>
		<description><![CDATA[
Tokyo – L’ Agenzia Spaziale Giapponese, (JAXA) permette al pubblico, attraverso il Web, l’accesso ai dati (L2 products) raccolti dal lunar explorer &#8220;KAGUYA&#8221; (SELENE), durante la fase nominale operativa, avvenuta dal Dicembre 2007 all’Ottobre 2008. 
I prodotti L2, sono dati calibrati, validati ed elaborati dagli strumenti scientifici di missione dell’explorer KAGUYA. Si pensa che utilizzando i prodotti L2, i ricercatori di tutto il mondo potranno  accrescere la conoscenza della Luna, attraverso l’analisi dei dati.
L’accesso ai dati avviene già attraverso i &#8220;KAGUYA 3D Moon NAVI&#8221; web services, che possono presentare I dati con una interfaccia tridimensionale a un Geographic Information System (WebGIS) attraverso Internet. Lo sviluppo del software è basato sul programma &#8220;World Wind&#8221; della NASA, mediante il quale le immaagini di KAGUYA possono essere mostrati utilizzando funzioni di proiezione 3D per le mappe. E’ necessario effettuare il download del software gratuito ed installarlo, per potere accedere ai dati. Le homepage ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-183" title="jaxa-kaguya-3d-lunar-navi-bg" src="http://blog.satexpo.it/wp-content/uploads/2009/11/jaxa-kaguya-3d-lunar-navi-bg-150x150.jpg" alt="jaxa-kaguya-3d-lunar-navi-bg" width="150" height="150" /></p>
<p>Tokyo – L’ Agenzia Spaziale Giapponese, (JAXA) permette al pubblico, attraverso il Web, l’accesso ai dati (L2 products) raccolti dal lunar explorer &#8220;KAGUYA&#8221; (SELENE), durante la fase nominale operativa, avvenuta dal Dicembre 2007 all’Ottobre 2008. <span id="more-182"></span><br />
I prodotti L2, sono dati calibrati, validati ed elaborati dagli strumenti scientifici di missione dell’explorer KAGUYA. Si pensa che utilizzando i prodotti L2, i ricercatori di tutto il mondo potranno  accrescere la conoscenza della Luna, attraverso l’analisi dei dati.</p>
<p>L’accesso ai dati avviene già attraverso i &#8220;KAGUYA 3D Moon NAVI&#8221; web services, che possono presentare I dati con una interfaccia tridimensionale a un Geographic Information System (WebGIS) attraverso Internet. Lo sviluppo del software è basato sul programma &#8220;World Wind&#8221; della NASA, mediante il quale le immaagini di KAGUYA possono essere mostrati utilizzando funzioni di proiezione 3D per le mappe. E’ necessario effettuare il download del software gratuito ed installarlo, per potere accedere ai dati. Le homepage dove si può trovare il software sono specificate di seguito.</p>
<p>I dati acquisiti durante le fasi operative “extended” , fino cioè a giugno 2009, saranno accessibili al pubblico dopo che i processi di calibrazione e validazione saranno finiti.</p>
<p>Per l’Archivio Dati KAGUYA(SELENE) :<br />
<a href="https://www.soac.selene.isas.jaxa.jp/archive/index.html.en">https://www.soac.selene.isas.jaxa.jp/archive/index.html.en</a></p>
<p>Per il software KAGUYA 3D Moon NAVI:<br />
<a href="http://wms.selene.jaxa.jp/3dmoon/index.html">http://wms.selene.jaxa.jp/3dmoon/index.html</a></p>
<p> </p>
<p>Fonte: JAXA</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Selezionato il prime contractor per ESMO, il progetto European Student Moon Orbiter  dell’ESA.</title>
		<link>http://blog.satexpo.it/selezionato-il-prime-contractor-per-esmo-il-progetto-european-student-moon-orbiter-dell%e2%80%99esa/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 19:48:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nicolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenzie spaziali]]></category>
		<category><![CDATA[Esplorazione dello spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Headline]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[
Parigi – L’Education Office dell’Agenzia Spaziale Europea  ha firmato un contratto con la Azienda Inglese Surrey Satellite Technology Ltd per lo sviluppo e il testo della prima missione Europea riguardante la luna interamente progettata da studenti universitari, il cui lancio è previsto tra il 2013 e il 2014.
 
La Surrey Satellite Technology è stata selezionata come “prime contractor” per l’”European Student Moon Orbiter” (ESMO). L’incarico è teso ad assicurarsi la fornitura di un veicolo spaziale capace di orbitare la luna, e della operatività di 6 mesi tesa a mappare la superficie della luna e studiarne l’orbita.
A differenza di quello che succeed nei tipici progetti spaziali, ogni sottosistema del veicolo è progettato, costruito e comandato da gruppi di studenti universitari appartenenti agli stati membri dell’ESA. L’obiettivo di ESMO, come dei precedenti satelliti condotti dall’Education Office dell’Agenzia, è di preparare la prossima generazione di ingegneri e scienziati europei dando loro modo di cimentarsi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-176" title="smart1_8_m" src="http://blog.satexpo.it/wp-content/uploads/2009/11/smart1_8_m-150x150.jpg" alt="smart1_8_m" width="150" height="150" /></strong></p>
<p>Parigi – L’Education Office dell’Agenzia Spaziale Europea  ha firmato un contratto con la Azienda Inglese Surrey Satellite Technology Ltd per lo sviluppo e il testo della prima missione Europea riguardante la luna interamente progettata da studenti universitari, il cui lancio è previsto tra il 2013 e il 2014.<span id="more-175"></span><br />
 <br />
La Surrey Satellite Technology è stata selezionata come “prime contractor” per l’”European Student Moon Orbiter” (ESMO). L’incarico è teso ad assicurarsi la fornitura di un veicolo spaziale capace di orbitare la luna, e della operatività di 6 mesi tesa a mappare la superficie della luna e studiarne l’orbita.</p>
<p>A differenza di quello che succeed nei tipici progetti spaziali, ogni sottosistema del veicolo è progettato, costruito e comandato da gruppi di studenti universitari appartenenti agli stati membri dell’ESA. L’obiettivo di ESMO, come dei precedenti satelliti condotti dall’Education Office dell’Agenzia, è di preparare la prossima generazione di ingegneri e scienziati europei dando loro modo di cimentarsi in esperienze pratiche su progetti spaziali di alto profilo.</p>
<p>Lo studio di fattibilità e le fasi preliminary del progetto sono stati condotti dall’ Education Office dell’ESA, con gruppi di studenti. Più di 200 giovani universitari di diversi paesi e istituzioni hanno partecipato a questa fase preliminare.<br />
Fonte: ESA</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Due nuovi satelliti ESA lanciati con successo: SMOS e Proba-2 sono in orbita</title>
		<link>http://blog.satexpo.it/159/</link>
		<comments>http://blog.satexpo.it/159/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 08:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nicolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Headline]]></category>
		<category><![CDATA[Navigazione Satellitare]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.satexpo.it/?p=159</guid>
		<description><![CDATA[
Il secondo satellite ESA della serie Explorer, il “Soil Moisture and Ocean Salinity” (SMOS) e il second satellite dimostrativo del programma ESA “Project for Onboard Autonomy” (Proba-2) sono stati lanciati nella notte tra il 1.o e il due novembre dalla Russia Settentrionale.
 I satelliti sono stati accompagnati dal lanciatore Rockot, fabbricato dalla Eurockot GmbH, partito dal Cosmodromo di Plesetsk alle 01:50 Tempo Universale, le 02:50 italiane.
Entrambi i satelliti sono attualmente in orbita attorno alla terra nelle loro orbite sincrone con il sole, ad una altezza di circa 760 km per SMOS e 725 km per Proba-2. Il centro di controllo Proteus del  Centre National d’Etudes Spatiales (CNES) a Tolosa, si prende cura di SMOS per l’ESA, mentre il centro di controllo per Proba si trova a Redu, in Belgio.
Proba-2 dovrebbe raggiungere il suo stato operative in due mesi, mentre l’innovativo carico a bordo di SMOS non sarà pronto prima di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-160" title="probasmos_launch" src="http://blog.satexpo.it/wp-content/uploads/2009/11/probasmos_launch1-150x150.jpg" alt="probasmos_launch" width="150" height="150" /></p>
<p>Il secondo satellite ESA della serie Explorer, il “Soil Moisture and Ocean Salinity” (SMOS) e il second satellite dimostrativo del programma ESA “Project for Onboard Autonomy” (Proba-2) sono stati lanciati nella notte tra il 1.o e il due novembre dalla Russia Settentrionale.<br />
<span id="more-159"></span> I satelliti sono stati accompagnati dal lanciatore Rockot, fabbricato dalla Eurockot GmbH, partito dal Cosmodromo di Plesetsk alle 01:50 Tempo Universale, le 02:50 italiane.</p>
<p>Entrambi i satelliti sono attualmente in orbita attorno alla terra nelle loro orbite sincrone con il sole, ad una altezza di circa 760 km per SMOS e 725 km per Proba-2. Il centro di controllo Proteus del  Centre National d’Etudes Spatiales (CNES) a Tolosa, si prende cura di SMOS per l’ESA, mentre il centro di controllo per Proba si trova a Redu, in Belgio.<br />
Proba-2 dovrebbe raggiungere il suo stato operative in due mesi, mentre l’innovativo carico a bordo di SMOS non sarà pronto prima di sei mesi.</p>
<p>SMOS avrà un ruolo chiave nel monitoraggio dei cambiamenti climatic su grande scala: è il primo satellite costruito per mappare la salinità superficiale dei mari e l’evaporazione dal suolo su scala globale. A bordo porta un radiometro interferometrico che consentirà l’osservazione passiva dei  cicli di scambio dell’acqua tra gli oceani, l’atmosfera e la terra. Pesa 658 kg, ed è stato sviluppato dall’ ESA in cooperazione con il CNES Francese e lo Spagnolo Centro para el Desarrollo Tecnológico Industrial (CDTI). E’ basato sulla piccola piattaforma satellitare Proteus, progettata e costruita dalla Thales Alenia Space. Il suo payload è compost da un singolo strumento, appunto il  Microwave Imaging Radiometer using Aperture Synthesis (MIRAS), sviluppato dalla EADS CASA Espacio.</p>
<p>SMOS è il secondo satellite lanciato nel ciclo del programma Explorer, condotto dall’ESA per lanciare l’acquisizione di nuovi dati ambientali per la comunità scientifica. Segue a breve distanza di tempo il lancio di GOCE, “Gravity and steady-state Ocean Circulation Explorer”, lanciato nel marzo 2009.</p>
<p>Agganciato al lanciatore di SMOS Proba-2 è il seguito del riuscito satellite Proba-1, lanciato nel 2001. Ha il compito di consentire la dimostrazione e il test di 17 nuove tecnologie spaziali avanzate, come I sensori miniaturizzati per le future sonde ESA, sofisticate telecamere e fotocamere con tecnologia CCD e ampia apertura (circa 120º),  strumenti scientifici per l’osservazione del Sole e lo studio del Plasma. Ha una massa in lancio di 135 kg, ed è molto più piccolo di SMOS. Tra le tecnologie che devono essere provate c’è anche un tracciatore stellar miniaturizzato, sviluppato per le missioni ESA BepiColombo e il futuro Solar Orbiter.</p>
<p>Fonte: ESA</p>
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		<title>Il Missile della NASA Ares 1-X ha completato con successo il volo di test</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 19:46:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nicolini</dc:creator>
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CAPE CANAVERAL - Florida. La NASA ha annunciato che il missile di prova Ares I-X è
finalmente stato lanciato lo scorso mercoledì dal centro spaziale
Kennedy in Florida, per un volo in propulsione della durata di
due minuti.
Il volo di prova ha avuto la durata complessiva di
sei minuti dal lancio dal complesso 39B  fino allo splash down
avvenuto a circa 150 miglia di distanza.
"Questo è un grande passo avanti per gli obiettivi esplorativi della
NASA," ha detto Doug Cooke, amministratore associate per il Direttorato
dei Sistemi di Esplorazione del quartier generale NASA di Washington.
"Ares I-X offre alla NASA un enorme quantità di dati che saranno utilizzati
per migliorare il design e la sicurezza della prossima generazione
di veicoli spaziali, che potrebbero portare ancora equipaggi umani
oltre alle orbite LEO, Low Earth Orbit.“
Lo stadio propulsivo del veicolo, dell’altezza di circa 100 metri,
produce una spinta di 2.6 millioni di  pound e accelera
il missile a circa 3g, per una velocità finale ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre><img class="alignleft size-full wp-image-130" title="ares" src="http://blog.satexpo.it/wp-content/uploads/2009/10/ares.gif" alt="ares" width="100" height="75" /></pre>
<pre>CAPE CANAVERAL - Florida. La NASA ha annunciato che il missile di prova Ares I-X è</pre>
<pre>finalmente stato lanciato lo scorso mercoledì dal centro spaziale</pre>
<pre>Kennedy in Florida, per un volo in propulsione della durata di</pre>
<pre>due minuti.</pre>
<pre><span id="more-129"></span>Il volo di prova ha avuto la durata complessiva di</pre>
<pre>sei minuti dal lancio dal complesso 39B  fino allo splash down</pre>
<pre>avvenuto a circa 150 miglia di distanza.</pre>
<pre>"Questo è un grande passo avanti per gli obiettivi esplorativi della</pre>
<pre>NASA," ha detto Doug Cooke, amministratore associate per il Direttorato</pre>
<pre>dei Sistemi di Esplorazione del quartier generale NASA di Washington.</pre>
<pre>"Ares I-X offre alla NASA un enorme quantità di dati che saranno utilizzati</pre>
<pre>per migliorare il design e la sicurezza della prossima generazione</pre>
<pre>di veicoli spaziali, che potrebbero portare ancora equipaggi umani</pre>
<pre>oltre alle orbite LEO, Low Earth Orbit.“</pre>
<pre>Lo stadio propulsivo del veicolo, dell’altezza di circa 100 metri,</pre>
<pre>produce una spinta di 2.6 millioni di  pound e accelera</pre>
<pre>il missile a circa 3g, per una velocità finale di 4.76 Mach.</pre>
<pre>Il volo, in direzione est, a quota suborbitale,</pre>
<pre>ha portato il veicolo a 50 Km di altezza, dopo la separazione con il</pre>
<pre>suo primo stadio, un booster a combustibile solido a quattro stadi.</pre>
<pre>I Paracaduti si sono aperti per consentire il recupero del booster e</pre>
<pre>del motore a combustibile solido, che saranno ispezionati per ottenere</pre>
<pre>dati utili sul loro funzionamento.</pre>
<pre>"Le conoscenze migliori si ottengono attraverso l’esperienza e</pre>
<pre>l’osservazione," ha affermato Bob Ess, il Mission Manager di Ares I-X.</pre>
<pre>"I test come questo, -- cosiddetti dalla carta al volo reale –</pre>
<pre>sono di vitale importanza per ottenere una perfetta comprensione</pre>
<pre>delle problematiche del design del veicolo e del suo successivo</pre>
<pre>sviluppo."</pre>
<pre>Il volo ha offerto una prima opportunità per testare e mettere</pre>
<pre>alla prova l’hardware e le strutture di controllo per le future</pre>
<pre>operazioni. Durante il volo sono stati inviati al controllo a terra</pre>
<pre>una serie di dati, che sono stati anche registrati nel registratore</pre>
<pre>di bordo.</pre>
<pre>I 700 sensori installati sul veicolo hanno fornito agli ingegneri</pre>
<pre>i dati che saranno correlate con I modelli teorici.</pre>
<pre>I dati sono stati raccolti in diverse fasi,</pre>
<pre>durante la costruzione, il lancio, la separazione degli stadi, e</pre>
<pre>in campo di controllo e aerodinamica, compresa la fase di rientro.</pre>
<pre>Per informazioni visitate:</pre>
<pre><a href="http://www.nasa.gov/aresIX">http://www.nasa.gov/aresIX</a>  </pre>
<pre>Fonte: NASA</pre>
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		<title>L&#8217;Europa si è confrontata sul tema spazio</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 15:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nicolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[
In una conferenza dal titolo “Le ambizioni dell’Europa nello Spazio”, tenutasi il 16 e 16 ottobre scorsi, cui hanno partecipato membri del Parlamento e del Consiglio Europeo, membri della Commissione Europea, Agenzie Spaziali, Industrie Enti di ricerca, Istituzioni finanziarie e media, sono state evidenziate le attività spaziali del vecchio continente, delineati i programmi futuri, ed individuata la loro importanza per la determinazione del ruolo Europeo sullo scenario mondiale.
Nel suo discorso di apertura, il Presidente della Commissione  José Manuel Durão Barroso, ha notato che le attività spaziali hanno il fondamentale ruolo di consentire all’Europa di affrontare sfide fondamentali, quali la ricerca di soluzioni per la crisi economica, l’aumento del benessere dei cittadini,  lo studio dei cambiamenti climatici, la creazione di posti di lavoro e le attività di ricerca ed innovazione. I programmi bandiera di EGNOS/GALLILEO e GMES (Global Monitoring for Environment &#38; Security ) sono stati presentati come progetti di importanza ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-thumbnail wp-image-97 alignleft" title="esa_conference" src="http://blog.satexpo.it/wp-content/uploads/2009/10/esa_conference2-150x150.jpg" alt="esa_conference" width="150" height="150" /></p>
<p>In una conferenza dal titolo “Le ambizioni dell’Europa nello Spazio”, tenutasi il 16 e 16 ottobre scorsi, cui hanno partecipato membri del Parlamento e del Consiglio Europeo, membri della Commissione Europea, Agenzie Spaziali, Industrie Enti di ricerca, Istituzioni finanziarie e media, sono state evidenziate le attività spaziali del vecchio continente, delineati i programmi futuri, ed individuata la loro importanza per la determinazione del ruolo Europeo sullo scenario mondiale.<span id="more-93"></span></p>
<p>Nel suo discorso di apertura, il Presidente della Commissione  José Manuel Durão Barroso, ha notato che le attività spaziali hanno il fondamentale ruolo di consentire all’Europa di affrontare sfide fondamentali, quali la ricerca di soluzioni per la crisi economica, l’aumento del benessere dei cittadini,  lo studio dei cambiamenti climatici, la creazione di posti di lavoro e le attività di ricerca ed innovazione. I programmi bandiera di EGNOS/GALLILEO e GMES (Global Monitoring for Environment &amp; Security ) sono stati presentati come progetti di importanza fondamentale per il futuro del continente, sotto l’egida dell’Unione Europea. Sono state presentate molte altre attività e progetti operativi o in fase di partenza.</p>
<p>Fonte: ESA</p>
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